
VILLA SAN GIOVANNI – Di seguito il comunicato del gruppo consiliare “Cittadini Responsabili” (Silvia Lottero e Massimo Morgante): Sembra di vivere un’altra storia: quella tra la maggioranza guidata da Messina e la minoranza consiliare e mentre il sindaco continua ad ostentare il buon rapporto instaurato con la minoranza, la minoranza continua a denunciarne vizi, ritardi e omissioni che, oltre ad essersi trasformate in una richiesta, da parte dell’intera minoranza, di convocazione del Consiglio Comunale sulla vicenda “scuole”, ha finito per coinvolgere anche il prefetto di Reggio Calabria.
Lunedì mattina, infatti, verrà depositata una nota (leggi nei dettagli diffida sindaco) che mentre diffida il primo cittadino, coinvolge i poteri del prefetto sulla violazione grave in cui è incorso il sindaco, che ha omesso di dare riscontro ad una serie di interpellanze a risposta scritta, presentate sin dal 29 giugno scorso.
Dal Piano per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche, alla mancata applicazione dell’Accordo con l’ASP di Reggio Calabria, sottoscritto il 5 aprile del 2011 che ha comportato anche la mancata istituzione del Punto di Emergenza Territoriale, in una città che continua ad essere trattata come un piccolo “paesello” ma che per la sua importanza strategica è costretta a fare spazio a circa 100.000 abitanti.
Tutte questioni rilevanti quelle sollevate dalla minoranza che non può essere accusata di strumentalità e che ancora aspetta la risposta sulla ormai scaduta questione del “Giudice di Pace su cui pure Messina aveva preso un impegno in campagna elettorale.
Così come non si comprende il perché, ai provvedimenti “contingibili ed urgenti” che hanno riguardato il “Pozzo Polinca” che assetava il quartiere “Acciarello”, cui non sembra essere seguito alcun ulteriore provvedimento, nonostante l’inasprirsi delle sanzioni penali verso chiunque provochi un danno all’ambiente.
C’è però anche un problema di trasparenza cui Messina non ha inteso rispondere violando, oltre precise disposizioni di legge, anche il rispetto verso tutti i cittadini e riguarda le modalità di pubblicazione all’Albo Pretorio, in maniera difforme da quanto stabilito, nonché una questione direttamente collegata all’economia di mercato ed il metodo di affidamento dei lavori e dei servizi, completamente difforme dal “codice dei contratti”.
Resta la violazione peggiore di tutte e riguarda il mancato riconoscimento dei ruolo fondamentale della minoranza, attribuito per legge e che in un momento storico in cui si sta ricostruendo un sistema di controlli delle attività degli Enti locali, diventa uno strumento esiziale per la vita democratica.
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