BAGNARA CALABRA – Il Tribunale della Libertà si è pronunciato sui ricorsi presentati contro l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip l’8 febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta che ha scoperchiato il sistema di «illegalità diffusa» che, tra l’ottobre 2013 e il dicembre 2015, avrebbe caratterizzato la gestione dell’ufficio dei vigili urbani di Bagnara Calabra. Da un lato il Tdl ha confermato la detenzione in carcere per l’ex comandante facente funzioni Raimondo Cacciola, dall’altro ha revocato gli arresti domiciliari alla coniuge di Cacciola, Giuseppina Luppino, e all’altro agente che operava alle sue direttive, Pasquale Clemente. Il Tdl ha dunque accolto solo in parte quanto richiesto dall’avvocato difensore dei due coniugi: mentre Cacciola resta dietro le sbarre, la moglie ottiene l’annullamento dei domiciliari con obbligo di dimora fuori dal territorio comunale e sospensione dall’incarico per un anno. L’ex comandante dei vigili urbani confida adesso nel ricorso in Cassazione, ma in tal senso dovrà attendere il deposito della motivazione del provvedimento adottato dal Tribunale del Riesame. fra.me.
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