La poesia che vi propongo, dal titolo “L’eternità”, appartiene alla mia raccolta “Narrazioni Poetiche”.
I versi della poesia iniziano con l’avvertimento che “il tempo scorre”, anche se lentamente, rimanendo perennemente sospeso nel vuoto. Questo sta ad indicare che esso si mantiene a dovuta distanza dalle vicende degli esseri umani. Il tempo cronologico, (quello eterno è “privo di origine e condannato all’eterno”), che è scandito dalle lancette dell’orologio, è finito in quanto ha dei limiti e dei confini. Esso impone agli esseri umani di affrettarsi ad agire se vogliono ottenere “la gloria”, che in questo contesto vuol dire coronare i sogni possibili. Noi siamo gli artefici del nostro destino, “scenderemo verso l’oblio oppure saliremo verso la luce”
Alla fine del percorso che ci è stato assegnato, se un fiore verrà deposto sulla nostra tomba quello è un chiaro segno indicatore della bontà e della utilità delle nostre azioni terrene.
L’ETERNITA’
Il tempo scorre lento,
indifferente messaggero di gioie e di affanni.
Un incessante e continuo tintinnio
perennemente sospeso nel vuoto,
privo di origine e condannato all’eterno.
La nostra vita racchiusa
in un irrilevante e infinitesimale
alito di vento-
Nessuna ansia potrà mai scalfire
i confini immensi del tempo,
perso nello spazio.
Portiamo in silenzio il nostro fardello.
Si perde la voglia di gloria
nei ristretti viottoli frettolosamente
costruiti dall’uomo.
Non c’è un intervallo per afferrare
la labile verità.
Diamoci una ragione per scendere o salire,
al mondo delle tenebre o delle luci,
sotto lo sguardo brillante del sole
o smarriti nella fioca luce della luna.
Un fiore deposto sulla tua tomba,
da mano caritatevole,
ricorderà, al mondo intero,
che il tuo veloce passar
non è stato affatto vano.
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