L’ANGOLO DELLA POESIA. Festa della mamma, i versi di Pat Porpiglia in omaggio a tutte le madri

8 Maggio 2016
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di PAT PORPIGLIA

MIA MADRE

Il roseto amorevolmente piantato,

dalle tue mani laboriose,

 ai piedi della tomba di famiglia,

non riconosce più il cambiamento di stagione

dal giorno della tua morte.

Quell’amore puro e candido,

riversato senza affanno su figli e marito,

alimenta ora perenni boccioli rigogliosi.

Rose profumate traboccano dai vasi,

che ornano, fedeli compagni

la tua fotografia su fredda lapide infissa.

Amore di madre mai interamente ripagato

Per tale e tanta intensità.

Sacrifici affogati nel sudore;

abnegazione esistenziale;

totale annullamento al servizio

 d’una sana crescita della prole.

Cuccioli protetti e riscaldati,

allattati e portati per mano,

tu scarna ed infreddolita ma prode e orgogliosa,

lungo i viottoli irti e tortuosi della vita.

Giovani ora allo sbando, impauriti e indeboliti

Dalla droga, dall’AIDS, dalla disoccupazione,

lontani dall’affetto immenso

di madri inesistenti, disperse,o già morte da tempo.

Almeno potere sognare d’addormentarmi

Sulle tue ginocchia accanto al focolare.

Guardando il tuo dolce viso illuminato

Dalla fioca luce della lumiera,

mentre sorridente mi racconti storie fantastiche

di eroici antenati, germogliate

dalla tua amorevole immaginazione.

Trovarmi la mattina, sereno nel mio lettino,

svegliato dalla tua carezzevole mano

impigliata fra i miei riccioluti capelli.

Ritornate mamme d’amore e di bontà,

 a rincuorare e proteggere

 questi spaventati poveri figli,

dispersi nelle fangose e avvelenate

paludi d’un mondo globale.

 

Diceva il celebre poeta Kahil Gibram che “la parola più bella sulle labbra del genere umano è “Madre”. Questa poesia vuole essere un omaggio a tutte le madri nel giorno a loro dedicato. Le nostre madri, viene detto nella poesia, affrontano “sacrifici affogati nel sudore” fino ad un “totale annullamento …… abnegazione esistenziale” sorrette da un amore infinito e senza condizioni verso i figli. Il poeta rievoca i giorni felici della propria infanzia e li mette in contrasto con i gravi problemi del giorno d’oggi quali “droga, disoccupazione” malattie che annullano le speranze e le prospettive dei giovani. Quanto era bello allora coltivare dei sogni quando il poeta si addormentava beato e sereno ascoltando “storie fantastiche….. germogliate dalla amorevole immaginazione” della madre. Oggi più che mai i figli, nei momenti di crisi hanno bisogno di “mamme d’amore e di bontà”.

Pat Porpiglia

 

 

 

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