VILLA SAN GIOVANNI –Il sindaco Antonio Messina incassa pubblicamente la fiducia della sua squadra e va avanti, chiarendo che un’eventuale diversa decisione sarebbe presa confrontandosi prima in famiglia.
Solo il tempo potrà dire se l’inchiesta “Fata Morgana” avrà conseguenze sul prosieguo dell’amministrazione eletta appena un anno fa, ma intanto dal consiglio comunale di ieri sera arrivano le prime affermazioni del numero uno della giunta villese sull’avviso di garanzia e la perquisizione a suo carico nell’ambito dell’indagine sulla riapertura della “Perla dello Stretto”.
Rompendo il silenzio dei giorni scorsi ma ancora molto provato, il primo cittadino mette l’argomento in cima alle usuali comunicazioni alla cittadinanza: «Intendo manifestare assoluta e totale fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine che stanno valutando il mio operato in merito alla vicenda».
Pochissime parole per poi passare in rassegna le attività amministrative dell’ultimo periodo e aprire agli interventi della minoranza.
Bocciata (dalla maggioranza) la proposta del consigliere Massimo Morgante di rinviare i punti non attinenti al bilancio, i preliminari proseguono con il capogruppo Pd Cosimo Emanuele Freno che, da un lato, esprime «umana vicinanza» a sindaco e famiglia per il momento difficile, ma dall’altro stigmatizza il «silenzio assordante» dei giorni addietro. «Chiarimenti politico-amministrativi non ne sono giunti, gli articoli di stampa non sono stati smentiti. Quanto successo avrebbe da subito imposto un chiarimento che invece non c’è stato. Ciò non ci consente di affrontare questo consiglio come un consiglio normale, e siamo costretti a votare “no” a tutti i punti. Dissenso squisitamente politico. Chi di voi – chiede ai consiglieri di maggioranza – potrà dirsi sereno nell’approvare punti così importanti in tale frangente di incertezza?».
Nessun processo al primo cittadino, nessuna strumentalizzazione o intenzione di sfruttare la situazione, solo voglia di chiarezza. Su questa linea si muove pure la capogruppo di Cittadini Responsabili Silvia Lottero che aggiunge: «In questo periodo – domanda al sindaco –avrete la giusta serenità per operare? Quali garanzie potete assicurare alla città?». Ma Lottero va oltre rispetto al Pd e, anche se non lo dice a chiare lettere, l’invito per il sindaco sa tanto di dimissioni: «La esorto a un atto di coraggio e di responsabilità. Quale? La decisione spetta a lei!».
Giunge dunque il momento della maggioranza e a parlare a nome di tutti è la capogruppo Liz Ciccarello: «Esprimiamo vicinanza al sindaco e siamo profondamente fiduciosi nella magistratura e nelle forze dell’ordine. Siamo oltremodo convinti della bontà e della trasparenza dell’amministrazione e quindi ci auguriamo che il tutto si risolva nel più breve tempo possibile, nei luoghi e nelle sedi opportune e con le persone preposte».
Parole riprese dal vicesindaco Giovanni Siclari e dall’assessore Rocco Cassone che però ammonisce gli avversari: «Tacciare di silenzio il sindaco è un atto di mero sciacallaggio, non potendo commentare indagini in corso».
E Messina conferma: «Ribadisco massima fiducia nelle magistratura e nelle forze dell’ordine, nella consapevolezza del mio operato. Ma non ritengo di dover dare delle spiegazioni – afferma il sindaco – perché c’è un’attività in corso e penso di dovermi confrontare solo con chi sta verificando il mio operato. Eventuali decisioni politiche saranno prese solo con le persone a me legate affettivamente, solo alla mia famiglia dovrò dare conto – risponde a Silvia Lottero – Ai cittadini che mi hanno votato chiedo ancora fiducia, perché l’impegno di 20 anni di attività politico-amministrativa sul territorio non si può cancellare con un atto a tutela dell’indagato. MI fermo qui nell’attendere in maniera concreta l’evolversi di questa vicenda».
Francesca Meduri
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