Che fine ha fatto il P.E.B.A.?
Da oltre un anno, il sottoscritto Trombetta Domenico, persona disabile, chiede che anche la città di Villa San Giovanni, in adempimento degli obblighi di legge espressamente previsti per l’Amministrazione comunale, adotti il P.E.B.A. (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche).
Il P.E.B.A. è lo strumento attraverso il quale l’Amministrazione comunale è in grado di rilevare e classificare tutte le barriere architettoniche presenti negli spazi pubblici cittadini e soprattutto individuare, in modo organico, le modalità e le risorse necessarie per la loro definitiva eliminazione.
Il fallimento degli interventi compiuti fino ad oggi, che ci consegnano una città con spazi pubblici e servizi, in molti casi, inaccessibili, dimostrano come soltanto attraverso una reale e seria pianificazione ed un’ottimizzazione dell’uso delle risorse pubbliche sarà possibile eliminare le barriere architettoniche per rendere accessibile la nostra città, garantendo il pieno godimento dei diritti e delle libertà da parte delle persone con diversa abilità.
Nonostante l’Amministrazione comunale sia stata ripetutamente sollecitata dal sottoscritto ad adempiere a tali obblighi di legge, ancora oggi il P.E.B.A. rimane una chimera per la città di Villa San Giovanni.
Quotidiane ed inaccettabili sono le discriminazioni che subiscono i cittadini diversamente abili, vittime dell’indifferenza: i diritti e la dignità di ciascuna persona non possono attendere il tempo di una politica troppe volte assente.
Dinanzi all’inerzia dell’Amministrazione e delle istituzioni comunali, invito il sindaco Antonio Messina e l’ Assessorato Politiche Sociali con delega al P.E.B.A. dott.ssa Mariagrazia Richichi che i Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche sarebbero dovuti essere adottati entro il 28 febbraio 1987 (a un anno appunto dall’entrata in vigore della legge n. 41/86)), dai Comuni e dalle Province, pena un “commissariamento ad hoc” da parte delle Regioni.
Pertanto, chiedo il rispetto della legge affinché una reale ed effettiva politica d’inclusione sia posta al centro dell’azione amministrativa e non rimanga una mera dichiarazione d’intenti.
Ribadisco, inoltre, che a nulla servono le belle parole quando poi manca la volontà di fare!
Domenico Trombetta
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