VILLA SAN GIOVANNI – «Vi ringrazio, queste sono le manifestazioni che risvegliano in noi quell’onore e quella dignità che il giudice Scopelliti ha sempre difeso. La sua parola, parola di umiltà, di correttezza, di dignità, ci dà uno spessore talmente chiaro del grande uomo che era, un grand’uomo e un grande magistrato». Ha esordito così il procuratore Cafiero De Raho in occasione del primo appuntamento del “Museo delle memorie”, nei giorni scorsi a Villa San Giovanni.
Dal ricordo di Scopelliti il numero uno della Procura reggina ha tratto spunto per evidenziare il difficile compito della magistratura, lo stato d’animo di chi procede alla ricerca della giustizia e della verità: «Temere di sbagliare, avere la capacità di tornare indietro, di valutare quello che si è fatto, esaminare, avere l’angoscia della decisione – ha ammesso De Raho – è ciò che spesso ci accomuna come magistrati. Preghiamo sempre Dio di non aver sbagliato quando qualcuno viene arrestato o qualcuno viene condannato. Speriamo sempre che la nostra azione sia conforme veramente a giustizia, non soltanto alla giustizia degli atti, ma alla giustizia dei fatti, delle responsabilità».
De Raho si è poi detto onorato di essere stato invitato per tenere a battesimo l’opera artistica in memoria di Scopellitti, ed ha ribadito che dal territorio reggino i segnali positivi sono in aumento: «Condivido con voi questo ricordo, ringrazio il presidente di Ponti Pialesi per avermi dato l’onore di scoprire questo murales, vi ringrazio per l’azione che svolgete. Mi trovo con amici, vedo che in questo territorio gli amici aumentano, oramai tante persone con le quali si sta percorrendo la stessa strada, questo è molto bello. Sono tre anni e 4 mesi che sono qua, bene, sembra che le cose siano cambiate, non perché io mi sia abituato al territorio, ma perché credo che il territorio abbia fatto un grosso cambiamento, anche se molti ancora non lo dimostrano in modo evidente. Ci sono tante iniziative come questa, iniziative importanti, che confermano che Reggio Calabria sta andando in un’altra direzione. Io credo che questo è il modo migliore per rendere onore a un uomo come Antonino Scopelliti che ha dato la propria vita per la libertà degli altri, affermando la giustizia. Questo è il principio fondamentale del nostro ruolo, che si riconosca sempre la libertà di tutti, e noi siamo i primi a doverla difendere. Non ha importanza il nostro rischio, l’importante è che il rischio non lo corriate voi, per questo è morto Antonino Scopelliti, e vediamo di onorarlo e ricordarlo sempre con la nostra azione».
Redazione
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