VILLA SAN GIOVANNI – Vezzo classista, polverosa suppellettile museale, componente marginale ed accessoria dei piani di studio: alcune delle ricorrenti fuorvianti definizioni attribuite alla classicità contro le quali si declina fin dal 1897 l’impegno dell’AICC (Associazione italiana di Cultura Classica, dotata dall 1898 di un proprio Bullettino, la rivista «Atene e Roma» ).
Tale ente, attivo sotto la guida di illustri protagonisti della cultura mondiale come Luciano Canfora (vice-presidente), capillarmente presente nel territorio nazionale con 70 delegazioni locali ed incluso nel circuito europeo della Federation Internationale des Associations des Etudes Classiques sotto l’egida dell’Unesco, può avvalersi dal 19 luglio in questa cruciale lotta per il riconoscimento e la valorizzazione dell’humanitas della neonata delegazione villese, costituitasi presso l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “L.Nostro-L.Repaci”.
Non casuale la scelta di tale sede, ma emblematica della volontà del suddetto istituto di operare in maniera incisiva e costante su questo nevralgico fronte anche di là dai confini della didattica ordinaria, come ribadito dalle parole del Dirigente scolastico Maristella Spezzano: “Garantisco il mio pieno supporto e la disponibilità delle strutture scolastiche per l’attività della delegazione”.
Composizione eterogenea per il gruppo di soci fondatori, in prevalenza docenti e studenti, a conferma dell’imprescindibilità di tale sinergia per «raccogliere in sodalizio tutti gli Italiani che sentono l’esigenza attuale di coltivare le discipline umanistiche per una comune opera di cultura e di suscitare ed estendere l’interesse per una più diretta conoscenza dell’antica civiltà», come recita l’Art. 2 dello Statuto dell’AICC.
Designate le cariche di presidente (Prof. Augusto Cosentino), vice presidente (Prof.ssa Giuseppina Galletta), tesoriere (Prof.ssa Elena scopelliti) e segretario (Giampaolo Papalia), il consesso si è congedato, indicendo per settembre una seduta assembleare che segni l’avvio definitivo dei lavori ad opera di un accresciuto corpus di soci.
Palese nelle parole d’esordio del presidente, nonchè principale promotore dell’iniziativa, l’orientamento sul quale si impronterà il modus operandi della delegazione: un’azione concreta finalizzata a veicolare oltre la trita retorica l’importanza della cultura classica e l’universalità dei suoi insegnamenti, che la designano come strumento di consolidamento identitario per il singolo, qualsiasi siano le sue attitudini, aspirazioni ed esperienze scolastiche, e per la società, conscia delle proprie radici ed intenta ad innestare su di esse il proprio avvenire.
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