CAMPO C. Grande successo per l'estate di "Passione civile": musica tradizionale e jazz, omaggio all'anguria e premio all'artista Francesco Siclari. FOTO

14 Agosto 2016
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di CONSOLATA MAESANO

CAMPO CALABRO – Bis di appuntamenti per il movimento “Passione civile”: giovedì sera l’associazione ha organizzato “sonu jezz”, un evento all’insegna della musica tradizionale calabrese e del jazz; mentre venerdì si è svolta la consueta “Anguria sotto le stelle”.
La serata- comprendente una degustazione gratuita di frutta estiva e di sangria, nonché l’esibizione della band “i carboni cattivi”- si è conclusa con la consegna del premio “Passione civile”, giunto alla quinta edizione.  Alberto Idone, presidente del movimento, ha dunque conferito il riconoscimento a Francesco Siclari, pittore campese di fama internazionale.

“L’artista nasce a Campo Calabro il 2 luglio 1940 e nel 1952 con la famiglia si trasferisce in Piemonte, alla periferia di Torino . Vive a Brandizzo, in provincia di Torino”- ha spiegato Giovanna Cassone, responsabile delle politiche culturali di passione Civile- “Appassionato di disegno sin da piccolo, dopo la tempera, l’acquerello e la china, adolescente scopre la pittura ad olio. Entra a far parte del gruppo `En plein air` di Bormio, diretto da Walter Visioli. Insieme a 30 pittori, vincitori di concorsi nazionali, è presente a New York nel 1972, in una mostra al Lincoln Center, dedicata a Giuseppe Verdi e ai paesaggi del Busseto. Dopo la sua prima mostra a Torino nel 1969, ha esposto i suoi quadri in tutta Italia ed all’estero in più di trenta mostre personali, di cui fra le ultime una a Roma al Chiostro del Bramante, una a New York alla Broadway Gallery ed una alla Galleria Steiner di Vienna. Nella sua carriera ha vinto cinquanta fra i più importanti Concorsi di Pittura. Recensito dai più importanti critici d’arte italiani fra cui Paolo Levi e Vittorio Sgarbi, è citato nell’Enciclopedia dell’Arte Italiana nel Catalogo generale degli artisti dal 900 ad oggi. E’ considerato un interprete originale della tradizione artistica italiana, che con una pittura assolutamente personale fatta di cromatismi tenui e discreti, come sostiene Paolo Levi, vede con gli occhi dell’anima i soggetti classici dell’arte figurativa”.
Il pittore campese, non senza emozione, ha raccontato alla platea del proprio affetto per la terra natale, intenso nonostante il tempo e la distanza: “C’è un vecchio detto che recita: “il primo amore non si scorda mai”. Non necessariamente- per quanto mi riguarda- deve riferirsi all’amore per una donna o per un uomo. Il mio primo amore, in effetti, è la mia terra: la Calabria, il paese dove sono nato, Campo Piale, con la vinedda, a Rua…posti dove la mia mente torna ai miei compagni di scuola, ai giochi d’infanzia, alle corse al sole, dove purtroppo riesco a tornare saltuariamente. Di recente, però, sto tornando spesso: son tre anni che riesco a scendere consecutivamente. I miei ritorni qui sono stati motivo di gioia, come i matrimoni dei parenti, a volte purtroppo sono dovuto scendere per i funerali delle perone care. Questa volta sono qui per questo riconoscimento che aggiunge emozione ad emozione. Devo ringraziare chi ha voluto segnalare la mia figura di artista: un mio compagno di scuola, Mariano Scopelliti. E devo ringraziare il dottor Repaci, col quale ho avuto dei contatti telefonici. Sono veramente onorato di ricevere questo riconoscimento e credo che lo conserverò in bacheca tra i miei trofei come uno dei più importanti, di sicuro il più emozionante. Ringrazio l’associazione che ha voluto darmi questo riconoscimento, spero meritato, e ringrazio tutti i campoti e i campopialoti qui presenti: questa è una serata che mi rimarrà nel cuore per sempre. Grazie”.

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