SCILLA. Randagismo a Ieracari, è psicosi: ma i cani non hanno colpa

19 Gennaio 2018
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SCILLA – Nuovo Sos sulla presenza di  numerosi cani randagi nel quartiere Ieracari, zona alta di Scilla. Sui social, in particolare nel gruppo “Scilla… l’altra faccia della medaglia”, amministrato da Carolina Cardona, si susseguono segnalazioni da parte di cittadini preoccupati per le possibili  gravi conseguenze che potrebbero derivare da questa situazione che ritengono ormai insostenibile. La problematica va avanti da parecchio tempo, ma pare che le autorità competenti non si siano ancora attivate per risolverla. Dai racconti della gente, si evince che i cani, alla vista di passanti, comincerebbero a correre e ad abbaiare sonoramente, incutendo paura, ad esempio, ai ragazzi diretti al  vicino campo di calcio, agli anziani, ai giovani in scooter. È normale che i cani si comportino secondo il loro istinto, la loro natura, a maggior ragione perché liberi, ma è evidente che la loro foga rappresenti un potenziale pericolo per la pubblica incolumità. Spesso, infatti, un cane randagio viene considerato necessariamente aggressivo e così, chi si imbatte nello stesso, per paura di essere ferito reagisce accelerando il passo con il rischio di rovinose cadute, a piedi come in scooter. Insomma, il potenziale pericolo esiste ma pare che l’uomo non faccia granché per scongiurarlo. Anzi, forse è proprio l’uomo a cercarselo non sforzandosi di capire – e di aiutare – quei poveri animali che, molto probabilmente, cercano solo affetto e cibo.  L’approccio dell’uomo sembra sbagliato, non si può dare  per scontato che un cane randagio debba saltargli addosso e sbranarlo!  Fermo restando che l’aggressività può essere una caratteristica frequente nei cani, specie se liberi e allo stremo. Leggendo i vari post social, al di là delle legittime preoccupazioni, sembra però trapelare un tono quasi di disprezzo per i cani randagi di Ieracari. Come se avessero colpe! Sono rarissimi i commenti in cui emerge qualche sentimento di umanità e pietà nei loro confronti. L’obiettivo generale è l’allontanamento dei cani, mentre nemmeno per sogno ai cittadini di Ieracari è venuta l’idea di fare una buona azione nei loro riguardi, magari con un’adozione di gruppo. I cani gliene sarebbero grati per tutta la vita, e loro diventerebbero delle persone migliori. E il Comune? Non pervenuto! In barba alla legge in materia, che qui si sintetizza: “Ogni sindaco è responsabile degli animali vaganti sul territorio comunale, e sull’ente che guida ricade la responsabilità per danni legati al randagismo”. Dunque, nella malaugurata ipotesi i poveri cani di Ieracari dovessero far male a qualcuno o causare qualche incidente, alle malcapitate vittime non resterebbe che bussare a palazzo San Rocco per farsi risarcire. 

Francesca Meduri

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