VILLA SAN GIOVANNI – «Più di pancia che politiche», a detta del gruppo consiliare del Partito democratico, le dichiarazioni del sindaco Giovanni Siclari in merito alla sentenza del Tar che ha chiuso definitivamente il caso “Bandafalò-Severino”. Antonio Salvatore Ciccone e Lina Vilardi non gradiscono e replicano a tono: «In uno stato di diritto appunto, abbiamo ritenuto, a ben ragione, come minoranza, e successivamente come PD locale, per ribadire il primato della politica, di ricorrere non per “destabilizzare”, “bloccare” né tanto meno ostacolare l’azione amministrativa (come Lei Sindaco sottolinea). Azione alla quale partecipiamo attivamente con una opposizione di controllo e sempre di proposta (e ciò Lei non lo può negare!), come testimoniato dal lavoro consiliare e nelle commissioni, sempre all’insegna degli interessi collettivi e mai di parte. Non vogliamo qui (per non scadere in polemiche alle quali i nostri concittadini non sono interessati, ma che lei Signor Sindaco alimenta con la leggerezza della sua caduta di stile odierna) rammentarle che è grazie al senso di responsabilità dell’opposizione, ampiamente dimostrata nei fatti, che alcuni temi e problematiche vengono affrontati e discussi (quali i tributi, il sociale, l’innovazione amministrativa, la cittadinanza attiva, i grandi Temi da sempre sul tappeto, quali Infrastrutture, Ambiente, Approdi e Logistica. ecc.) e “solo” su nostro impulso ed impegno, da minoranza “Responsabile”, si intraprende la strada per la risoluzione nel merito e nel supremo interesse collettivo». Esternazioni frutto «di un momento “goliardico” e non di convinzione effettiva», quelle di Siclari? Il gruppo Pd se lo augura e ribadisce: «Sottolineiamo ancora e per l’ultima volta – ricordano a Siclari – che i “ricorrenti”, prima e dopo, sempre le hanno posto una riflessione in merito all’opportunità politica della sua scelta di candidarsi alla luce della Severino». Archiviato il caso dell’anno, i consiglieri del Pd rilanciano il loro impegno e assicurano che continueranno a essere opposizione vera, collaborativa, propositiva, attenta e, se serve, dura, severa. «Per noi minoranza vigile, invece, è ancora il tempo di chi non si arrende e continua a svolgere la propria funzione di stimolo e controllo. Senza sconti, è vero! Ma è proprio questo che deve fare un’opposizione democratica degna di questo nome: questo significa adempiere al proprio dovere istituzionale. Tutto il resto è silenzio interessato», concludono Ciccone e Vilardi.
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