A Scilla si scaldano i motori in vista delle elezioni amministrative del 20 settembre. Esce allo scoperto l’ex primo cittadino Pasqualino Ciccone, che al Quotidiano del Sud conferma la sua discesa in campo per provare a riconquistare la fascia tricolore. Dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose sta per terminare la lunga fase commissariale ed è proprio Ciccone il primo aspirante sindaco a farsi avanti. «È l’amore per il mio paese – spiega Ciccone – che mi porta a impegnarmi di nuovo. Vogliamo continuare il lavoro che stavamo facendo e che, purtroppo, si è interrotto. Essendo stato al centro di una situazione negativa, oggi mi sento ancora più motivato. Sento più vicinanza adesso rispetto al passato; in questi due anni e mezzo, ogni giorno, è stata la gente a chiedermi di candidarmi». Ciccone evidenzia il clima di «malcontento generale» che si registra a Scilla per via delle condizioni di degrado in cui versa il paese. «Paese in completo abbandono, basti pensare ai cumuli di spazzatura sul lungomare. Come mai prima non succedeva? Il 10 agosto – la previsione di Ciccone – moriremo soffocati dalla spazzatura!». E gli autocompattatori annunciati in questi giorni a margine di una riunione tra i commissari e il comitato dei commercianti? «Si tratta di un progetto della mia amministrazione, ma sono passati due anni e mezzo prima che venisse ripreso». Ma i problemi sono tanti: «La situazione è drammatica, anche per quanto riguarda la gestione dei parcheggi a pagamento: apparecchi e app che non funzionano, controlli scarsi e, di conseguenza, incassi finali irrisori. La presenza dello Stato è sulla carta, ma non per strada», ammonisce Ciccone. Che non vede l’ora di rimettersi al lavoro per Scilla: «Sono ancora tesserato del Partito democratico, ma ho preparato una lista civica desiderosa di riprendere i progetti che avevamo avviato. Mi chiedo, ad esempio, che fine abbiano fatto i numerosi finanziamenti ottenuti dalla mia amministrazione». fra.me.
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