SCILLA – Pioggia di interdittive antimafia e revoche di permessi sul settore imprenditoriale scillese, che alla Prefettura e al Comune risponde a sua volta con una pioggia di ricorsi al Tar: sono questi i più recenti effetti dell’inchiesta “Nuova Linea”, scattata lo scorso 8 settembre contro la cosca di ‘ndrangheta “Nasone-Gaietti” con 22 arresti e circa 40 indagati.
Da oltre un mese a questa parte, sull’albo pretorio del Comune di Scilla si susseguono delibere con cui il commissario straordinario Antonia Maria Grazia Surace dispone, ovviamente per l’Ente che guida, la costituzione in giudizio introdotto al Tar dai ricorsi di alcuni operatori economici scillesi. Acquisiti agli atti di Palazzo San Rocco, nell’ultimo periodo, una decina di ricorsi proposti da singoli imprenditori e società. Si tratta perlopiù di attività operative nel settore balneare e della ristorazione, tutte molto note e praticamente tutte finite nelle carte dell’inchiesta della Dda reggina.
Alla giustizia amministrativa, i ricorrenti chiedono l’annullamento dell’interdittiva antimafia ex artt. 84 e 91 del D. Lgs. n. 159/2011, nonché l’annullamento della revoca delle concessioni e autorizzazioni demaniali marittime e per l’esercizio dell’attività commerciale.
Sarà dunque il Tar a pronunciarsi sui provvedimenti emessi dalla Prefettura e dal Comune a seguito dell’operazione “Nuova Linea”, dalle cui indagini sarebbe emerso, tra le altre cose, «come esponenti del locale di ‘ndrangheta di Scilla abbiano messo in atto una manovra di trasferimento fraudolento di valori, finalizzata a schermare i capitali aziendali da ulteriori provvedimenti di prevenzione patrimoniale, agevolata dai contatti con l’Amministrazione comunale, che ha facilitato le concessioni demaniali relative alla gestione dei lidi balneari nei confronti di prestanome».
L’inchiesta ha ricostruito i nuovi assetti della criminalità organizzata scillese, mettendo in luce appunto la “nuova linea” del presunto boss Giuseppe Fulco, il principale indagato. E, soprattutto, avrebbe evidenziato l’ingerenza della ‘ndrangheta nella vita politica del Comune di Scilla, tanto da portare alle dimissioni del sindaco Pasqualino Ciccone, indagato per scambio elettorale politico-mafioso, e al conseguente scioglimento del consiglio comunale eletto a settembre 2020.
(Francesca Meduri – Il Quotidiano del Sud 27 gennaio 2023)
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