di FRANCESCA MEDURI
VILLA SAN GIOVANNI – È di un bambino il corpicino esanime rinvenuto domenica scorsa in uno zainetto abbandonato tra gli scogli del litorale di Villa San Giovanni, precisamente nell’area della darsena di Pezzo. Tratti somatici e colorito avevano tratto in inganno pescatori e soccorritori, ma una volta che la piccola salma è giunta nella sala mortuaria del Gom ne è stato accertato il sesso.
Le indagini per fare luce sul caso proseguono serrate e c’è già una prima svolta. Gli investigatori hanno identificato la presunta madre della vittima, una giovanissima residente proprio a Villa San Giovanni. La ragazzina è stata raggiunta, fermata, dalle forze dell’ordine nel tardo pomeriggio di ieri, uscendo scortata dalla casa di famiglia a bordo di un’ambulanza che l’ha trasportata al Gom di Reggio Calabria per accertamenti sanitari conseguenti al recentissimo parto.
Ad occuparsi del caso sono stati sin da subito sia la Polizia di Stato sia l’Arma dei carabinieri, sotto il coordinamento della Procura ordinaria e dalla Procura dei minorenni con i magistrati di turno Tommaso Pozzati e Giuseppe Creazzo.
Gli investigatori si sono recati nell’abitazione della presunta madre del piccolo dopo una riunione nella sede del Commissariato di Villa San Giovanni, servita a fare il punto della situazione attraverso una valutazione complessiva di tutti gli elementi utili raccolti. Molti interrogativi potrebbero essere chiariti dai risultati dell’autopsia sul neonato, non ancora eseguita. In particolare, si cerca di capire se il decesso sia avvenuto prima, per cause naturali o intenzionali, o dopo che il piccino venisse collocato in un sacco dell’immondizia, a sua volta racchiuso in uno zaino, poi lasciato in mezzo alla scogliera. Altrettanto importante sarà identificare il padre del bambino, così come interrogare i familiari della ragazzina, in primis la mamma.
Dunque, una vicenda che si è rivelata ancora più straziante, raccapricciante, vedendo protagonisti due minori: un neonato e una madre ancora troppo piccola per poter affrontare una situazione del genere, soprattutto se, come sembrerebbe, determinata o comunque favorita da un contesto sociale degradato sotto diversi aspetti.
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